{"id":212,"date":"2016-05-20T11:02:22","date_gmt":"2016-05-20T09:02:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.atobiu.it\/?p=212"},"modified":"2017-06-07T13:12:27","modified_gmt":"2017-06-07T11:12:27","slug":"appunti-sulla-partecipazione-democratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/2016\/05\/20\/appunti-sulla-partecipazione-democratica\/","title":{"rendered":"Appunti sulla Partecipazione Democratica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Appunti-per-Democrazia-Partecipata.pdf\" rel=\"\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-216 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/federalismo_fiscale_jpg-300x216.jpg\" alt=\"federalismo_fiscale_jpg\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/federalismo_fiscale_jpg-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/federalismo_fiscale_jpg-768x553.jpg 768w, https:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/federalismo_fiscale_jpg.jpg 799w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Appunti sulla Partecipazione Democratica<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi a tanti cittadini viene l\u2019orticaria solo a sentire pronunciare la parola politica. I sentimenti dominanti sono di disillusione e disincanto, \u00a0se non di irritazione, verso la maggior parte o anche tutti i partiti e personaggi politici pi\u00f9 o meno noti. Siamo arrivati al paradosso che i candidati vengono stimati fino al giorno delle elezioni e poi ferocemente criticati il giorno dopo, spesso perch\u00e9 se lo meritano, ma talvolta anche senza una colpa precisa. Questo atteggiamento di sfiducia ostacola, o comunque non favorisce, la partecipazione alle scelte democratiche, perch\u00e9 anche se continua ad esserci una diffusa disponibilit\u00e0, questa rimane allo stato latente e non riesce a manifestarsi in azioni concrete. Di sicuro, se in altri tempi la via principale per impegnarsi era il partito politico, oggi si prendono altre vie come l\u2019associazionismo, il volontariato o impegno in movimenti di vario genere. D&#8217;altra parte, se chi non partecipa politicamente &#8220;rinuncia&#8221; di fatto alla tutela dei propri interessi, una cittadinanza informata e capace di formarsi ed esprimersi criticamente e consapevolmente \u00e8 insieme fonte di legittimazione delle decisioni politiche e garanzia di controllo dell&#8217;azione dei governanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giovani italiani, che fino agli anni Settanta registravano livelli di partecipazione molto elevati tanto da avere lo stesso livello di partecipazione degli adulti allineandosi con le altre democrazie, oggi vengono indicati come la parte sociale maggiormente segnata da apatia e disinteresse nei confronti della politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Impegno e partecipazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per cercare di capire cosa si deve intendere con impegno politico e cosa vuol dire partecipare alla politica, si devono prima risolvere due distinte questioni: come si prende parte e a cosa si prende parte (Sani 1996).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul come si partecipa si identificano diverse forme di partecipazione politica a seconda degli aspetti che si vogliono analiticamente privilegiare. Si parla quindi di partecipazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>diretta <\/strong>o<strong> indiretta<\/strong> (partecipazione che pu\u00f2 prevedere o meno l\u2019intermediazione di altri soggetti nel processo decisionale come per esempio partiti politici o associazioni)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>tradizionale<\/strong> (o istituzionalizzata) o <strong>non convenzionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>pacifica <\/strong>o<strong> violenta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>manifesta<\/strong> o <strong>latente<\/strong>. Questa distinzione \u00e8 stata proposta da Barbagli e Maccelli (1985) in cui distinguono tra il mero coinvolgimento cognitivo e affettivo nella politica senza portare necessariamente i cittadini a compiere atti concreti e l&#8217;esercizio di una qualche azione politica esteriore. Nella partecipazione latente rientrano quindi condizioni quali l&#8217;essere interessato alla politica, seguire le vicende politiche mantenendosi informati, valutare le decisioni, i dibattiti, i propri rappresentanti o quelli pi\u00f9 vicini ai propri convincimenti; nella partecipazione manifesta si trovano evidentemente tutte quelle manifestazioni di impegno che si esprimono in azioni: firmare una petizione, partecipare ad un corteo, votare, raccogliere fondi per un partito ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base delle distinzioni fatte sopra possiamo evidenziare due modi di vedere la partecipazione politica.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Una visione pi\u00f9 rigida come quella di Sartori in cui si considerano atti di partecipazione politica quei comportamenti che hanno come fine l\u2019incidenza sul processo di produzione di decisioni vincolanti, contemplando tra questi anche la scelta <u>consapevole<\/u> di un candidato ad una elezione. Quando si dice consapevole si intende quando si sposa la sua linea politica, le sue motivazioni, escludendo i casi in cui un candidato si sostiene perch\u00e9 parente, vicino di casa o compagno di calcetto. Si prende perci\u00f2 parte attiva al processo politico istituzionalizzato scritto.<\/li>\n<li>Dall\u2019altra parte troviamo invece una visione pi\u00f9 ampia che comprende \u201cogni azione che direttamente o indirettamente mira a proteggere determinati interessi o valori (consolidati o emergenti), o sia diretta a mutare o a conservare gli equilibri di forza nei rapporti sociali \u201c (Sani, 1996) includendo nell\u2019ambito della partecipazione politica molte azioni anche lontane dalla vita e dalla prassi delle istituzioni politiche. Di fatto, accanto a forme pi\u00f9 esplicite di partecipazione ne esistono altre meno visibili, ma non per questo meno significative, che riguardano il grado di coinvolgimento psicologico dei singoli nelle vicende politiche della societ\u00e0 in cui vivono. \u00c8 possibile partecipare seguendo con interesse le fasi e gli sviluppi delle vicende politiche, valutando positivamente o negativamente le azioni e le dichiarazioni dei protagonisti, i dibattiti tra i gruppi o le decisioni dei governanti, mantenendosi informati sulle questioni del giorno, e anche gioendo o soffrendo per l&#8217;andamento della vita politica senza per\u00f2 intervenire direttamente per influenzare il decisore istituzionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando parliamo di partecipazione politica tendiamo a vederla separatamente dalla partecipazione sociale ma di fatto questa divisione non esiste perch\u00e9 in entrambi i casi l\u2019azione partecipativa \u00e8 finalizzata ad esercitare un\u2019influenza su decisioni collettivamente vincolanti all\u2019interno di un sistema sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impegno per la partecipazione dei cittadini \u00e8 condizionato, in diversa misura, da tre ordini di fattori:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>le risorse (economiche, culturali, relazionali) di cui dispongono gli attori;<\/li>\n<li>le motivazioni (psicologiche, ideali, materiali) degli attori;<\/li>\n<li>le opportunit\u00e0 di partecipazione che si presentano e vengono offerte.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci soffermiamo molto su questi aspetti ma forse vale la pena di accennare a qualche riflessione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlando di risorse viene subito da pensare all\u2019elemento economico che in effetti non \u00e8 da trascurare. Chi ha partecipato ad associazioni, movimenti o anche gruppi spontanei sa che le attivit\u00e0 non sono mai a costo zero (comunicazione, gestione sede, materiali, ecc.). Il bagaglio culturale degli attori influenza l\u2019oggetto della partecipazione. In termine di relazioni possiamo dire che coloro che hanno reti di relazioni pi\u00f9 articolate possono sicuramente contare su una possibilit\u00e0 maggiore di coinvolgere altre persone e sensibilizzarle alle proprie istanze<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista statistico le probabilit\u00e0 di partecipazione (nelle diverse forme) non sono le stesse in tutte le condizioni sociali. Chi si trova in posizione elevata in una delle molteplici gerarchie sociali ha maggiori probabilit\u00e0 di prendere parte alla vita politica. Le maggiori probabilit\u00e0 di partecipazione appartengono a coloro che dispongono di livelli di reddito, istruzione, posizione sociale elevata, coloro che si trovano nelle classi centrali di et\u00e0, e in generale, i cittadini maschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Motivazioni: Partecipare insieme ad altri a un\u2019azione in vista di fini collettivi accresce la consapevolezza e le motivazioni a partecipare (Pizzorno 1966).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella creazione di opportunit\u00e0 di partecipazione, le associazioni e le reti organizzative pi\u00f9 o meno strutturate che agiscono sul territorio hanno grande importanza nella creazione di occasioni e stimoli per coinvolgere anche i settori della popolazioni meno dotati di risorse economiche e culturali e pi\u00f9 lontani dalla politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Condizioni economiche, partecipazione e benessere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione democratica si rivela abbastanza variabile nel corso degli anni. E\u2019 possibile che le condizioni economiche, sia personali che generali, influenzino pi\u00f9 o meno direttamente l\u2019impegno civico delle persone. Tra il modo in cui le persone concepiscono e \u00abvedono\u00bb la societ\u00e0 e le loro condizioni materiali, siano esse il lavoro, il reddito, o condizioni materiali pi\u00f9 in generale, esistono delle relazioni che influenzano la sensibilit\u00e0 ai problemi di natura politica e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le fasi di crescita economica, quando la disoccupazione \u00e8 ai livelli pi\u00f9 bassi, i cittadini hanno dei buoni motivi per essere ottimisti, maturando ed esprimendo posizioni di maggiore apertura e tolleranza. Al contrario, quando una parte consistente della popolazione cessa di avere delle prospettive concrete di miglioramento futuro, per esempio a causa di una crisi economica, sorge il rischio di regredire nell\u2019anticivismo e nell\u2019intolleranza. Sono diversi i casi in cui la crisi economica ha influenzato negativamente gli atteggiamenti di natura civica della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tempi di crisi non c\u2019\u00e8 solo il rischio di una disgregazione civile, ma anche la possibilit\u00e0 che i cittadini possano \u00absfidare\u00bb il sistema politico. I rischi sottolineati dalla letteratura sono evidenti: non solo astensionismo ma allontanamento dalla politica, sfiducia nelle istituzioni e nei governi in carica, orientamenti ideologici estremi, fino all\u2019ostilit\u00e0 pi\u00f9 ampia nei confronti della democrazia in cui il cittadino decide di girarle definitivamente le spalle. Di fatto, una crisi economica come quella attuale, oltre ad essere un ulteriore processo a favore della concentrazione delle risorse in poche mani, ha effetti diretti anche sul modo di pensare e di agire dei cittadini, poich\u00e9 in tempo di crisi cambiano le priorit\u00e0. I problemi civici passano immediatamente in secondo piano, sia quando non si sa come arrivare a fine mese, ma anche quando si \u00e8 costretti a dedicare il proprio tempo libero a fare, per esempio, quelle attivit\u00e0 domestiche che prima dietro compenso si affidavano ad altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli studiosi c\u2019\u00e8 l\u2019opinione diffusa che vi sia uno stretto legame tra benessere economico e benessere civico, anche se opposte visioni vedono uno la causa dell\u2019altro o viceversa. Da una parte c\u2019\u00e8 chi vede il benessere civico (per es. tolleranza alla diversit\u00e0 che attrae e trattiene nuovi talenti, rispetto della democrazia e delle istituzioni, ecc.) come condizione necessaria per un benessere economico (stabilit\u00e0 lavorativa e diffusa disponibilit\u00e0 di risorse) e chi invece pensa che sia il benessere economico (quando tutti stanno bene c\u2019\u00e8 una minore competizione per ottenere un lavoro) a favorire il benessere civico (maggiore tolleranza). Il comportamento opposto avviene in tempi di recessione quando, l\u2019elevata competizione percepita sviluppa atteggiamenti ostili, per esempio nei confronti degli immigrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo alcuni (visione della cultura politica), le moderne democrazie si caratterizzano per la presenza di valori e atteggiamenti ampiamenti condivisi che sono alla base del vivere democratico. La loro trasmissione sociale avviene attraverso potenti e collaudati processi di socializzazione politica che avvengono prima del passaggio alla vita adulta, gi\u00e0 nella famiglia e nella scuola. Questa cultura, definita cultura civica o democratica, \u00e8 costituita da atteggiamenti duraturi e di significativa solidit\u00e0. In questa prospettiva il mutamento della scala dei valori \u00e8 raro e pu\u00f2 avvenire molto lentamente, al punto che i principali valori di natura democratica, come la tolleranza o il rispetto verso altri gruppi minoritari, non vengono meno neanche durante periodi di estrema difficolt\u00e0 economica. Di conseguenza valori come la fiducia verso il prossimo o la tolleranza sociale rappresentano atteggiamenti utili per valutare il benessere civico di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi si usa dire che \u00e8 finito il tempo delle ideologie, alludendo a quelle tipiche del \u2018900. In realt\u00e0 a finire, secondo noi, oltre ai partiti tradizionali, tutti dotati di ottime scuole di formazione politica, \u00e8 la trasmissione di quei valori politici che si trasmettevano in famiglia e che perduravano per generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando i partiti hanno capito che il necessario non era che i cittadini condividessero i principi professati, ma che votassero la lista il giorno delle elezioni, hanno smesso di fare scuola politica, a cominciare dai giovani. E a quel punto la comunicazione ha preso il posto della formazione, anche nelle voci dei budget.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la visione della cultura politica non \u00e8 l\u2019unica. Secondo un altro punto di vista, con visione apparentemente opposta (visione dell\u2019economia politica), esiste una relazione tra crescita economica da una parte e crescita sociale e civica di un paese dall\u2019altra, un nesso tra condizione economica e opinioni politiche dato dall\u2019\u00abauto-interesse\u00bb. In pratica \u00e8 stato osservato come la struttura di classe di una societ\u00e0 condiziona fortemente gli atteggiamenti politici, in quanto generatrice di posizioni socioeconomiche individuali e di interessi a esse collegati, influenzando nettamente la direzione politica verso cui si spinge una comunit\u00e0 in preda alla crisi economica. Da un certa angolatura vediamo che chi si preoccupa principalmente di lavoro e disoccupazione sceglie principalmente partiti di sinistra, mentre chi si preoccupa di stabilit\u00e0 di prezzi e bassa inflazione tende a scegliere i partiti di destra. Da un\u2019altra angolatura possiamo notare invece che la precariet\u00e0 del mercato del lavoro (co.co.co., jobs act, ecc.) rende pi\u00f9 vulnerabili i lavoratori meno qualificati a basso reddito, quelli che storicamente votavano a sinistra, che con la crisi si rendono per\u00f2 pi\u00f9 permeabili a nuove proposte che, parlando alla \u201cpancia\u201d degli elettori, promettono di salvaguardare il proprio reddito anche se queste hanno poi di fatto poche possibilit\u00e0 di essere attuate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elemento indicativo della partecipazione politica pu\u00f2 essere identificato nella fruizione dell\u2019informazione politica. In pratica si parte dal presupposto che le persone impegnate sono anche quelle che si tengono maggiormente informate. Nella tabella che segue sono riportate le percentuali di popolazione, suddivisa per fasce d\u2019et\u00e0 e per frequenza di fruizione dell\u2019informazione<a href=\"http:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/informazione-x-fasciaeta.png\" rel=\"attachment wp-att-221\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-221 alignleft\" src=\"http:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/informazione-x-fasciaeta-300x284.png\" alt=\"informazione x fasciaeta\" width=\"300\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/informazione-x-fasciaeta-300x284.png 300w, https:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/informazione-x-fasciaeta-768x728.png 768w, https:\/\/www.atobiu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/informazione-x-fasciaeta.png 823w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> politica. Il confronto \u00e8 su due anni, il 2007 anno precedente alla crisi e il 2015. Sono colorate in rosso le percentuali pi\u00f9 alte e in azzurro quelle pi\u00f9 basse. Nella terzo riquadro sono riportate le differenze tra i due anni considerati. Il primo aspetto che si nota \u00e8 la polarizzazione verso modalit\u00e0 opposte (tutti i giorni \u2013 mai): i pi\u00f9 giovani poco inclini ad informarsi; al contrario gli over 40 si tengono regolarmente aggiornati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza tra i due anni vede una accentuazione delle polarizzazioni esistenti con i giovani sempre meno interessati e gli adulti sempre di pi\u00f9, evidenziando quella che potrebbe tranquillamente definirsi una emergenza partecipativa giovanile. Senza volersi addentrare in considerazioni sociologiche possiamo senz\u2019altro affermare che i giovani, oltre ad essere stati depredati del proprio futuro hanno perso anche la voglia di capire e provare a riprenderselo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Partecipazione civica: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Anzitutto, la partecipazione civica pu\u00f2 sviluppare competenze, fiducia in se stessi e reti sociali che migliorano il capitale umano di una societ\u00e0.<\/li>\n<li>In secondo luogo, chi partecipa alla societ\u00e0 civile allarga i propri flussi di informazione e di conseguenza i propri orizzonti. Ad esempio, partecipare a riunioni, adoperarsi con i vicini per risolvere problemi della propria comunit\u00e0, aggiornarsi costantemente sulle attivit\u00e0 di organizzazioni non profit sono alcuni casi in cui un individuo pu\u00f2 venire a conoscenza di nuove opportunit\u00e0 a disposizione, anche di tipo lavorativo.<\/li>\n<li>In terzo luogo, la partecipazione civica \u00e8 correlata alla fiducia generalizzata e aumenta il legame identitario con la propria comunit\u00e0; molti studi mostrano che la fiducia diffusa tra gli appartenenti ad una comunit\u00e0 \u00e8 importante per sviluppare negli individui la partecipazione a gruppi e ad associazioni, che a sua volta rafforza e sviluppa ulteriore fiducia alimentando un continuo circolo di civismo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 nuova l&#8217;idea che le associazioni possano rappresentare delle &#8216;scuole di democrazia&#8221; per i cittadini, diffondendo tra i partecipanti lo spirito della cooperazione e della solidariet\u00e0 e garantendo quindi una socializzazione prepolitica (Biorcio 2008) ed \u00e8 ormai acquisita da pi\u00f9 parti l&#8217;idea che le attivit\u00e0 rivolte alla creazione di capitale sociale possano favorire indirettamente una cultura civica e politica di tipo partecipativo (Cartocci 2007; Putnam 2000).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione mette in relazione la sfera privata dell\u2019individuo con la societ\u00e0, con le istituzioni politiche e con lo Stato. Le modalit\u00e0 di partecipazione possono avere diverse \u201cgradazioni\u201d: dal semplice coinvolgimento soggettivo \u201clatente\u201d (es. io mi sento ambientalista, cerco di comportarmi come tale ma non incontro nessuno con cui confrontarmi e discutere dei problemi), fino all\u2019impegno totale in questo o quel movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 recentemente a partire da Almond e Verba (1963) \u00e8 stato definito un modello ideale di cultura civica, la cultura politica &#8220;<em>partecipante<\/em>&#8221; che richiede cittadini fiduciosi verso l&#8217;autorit\u00e0 e gli attori protagonisti della vita politica e al tempo stessa convinti di potere influenzare il processo politico con una partecipazione razionale e informata. Quando invece \u00e8 assente la fiducia nelle propria capacit\u00e0 e competenza per influenzare la vita politica, la cultura politica diventava quella del <em>suddito.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo sintetizzare gli atteggiamenti delle persone in due dimensioni fondamentali che hanno come elemento fondamentale la fiducia: la prima esprime un orientamento di fiducia nel sistema politico;. la seconda dimensione esprime la fiducia nella propria personale competenza e capacit\u00e0 di intervento e influenza nella vita politica. Combinando queste due dimensioni, si ottengono 4 tipi di orientamento dei cittadini rispetto alla partecipazione democratica(tra parentesi la percentuale di popolazione appartenente a ciascuna categoria, ottenuta da Biorcio nel 2007 sulla base di elaborazioni di dati Itanes 2001-2004): a) <strong>i partecipi<\/strong>, che manifestano fiducia nel sistema politico e nelle proprie capacit\u00e0 di essere membri attivi della vita politica (12,6%); b) <strong>i critici<\/strong>, che hanno poca fiducia nelle istituzioni politiche ma sono orientati a un ruolo attivo nella politica (10,5%); c) <strong>i sudditi<\/strong>, che esprimono fiducia nelle istituzioni politiche anche se non si ritengono in grado di influenzarle (31,6%); d) <strong>i lontani<\/strong>, che hanno poca fiducia nei confronti del sistema politico e nelle proprie competenze e capacit\u00e0 di essere attivi della comunit\u00e0 politica (45,3%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre i \u201csudditi\u201d sono rappresentati da quelle che una volta venivano chiamate \u201cle truppe cammellate\u201d cio\u00e8 quei pacchetti di voti che possono essere spostati tranquillamente perch\u00e9 seguono senza obiezioni gli ordini di un qualche capobastone, i \u201clontani\u201d sono coloro che non vanno nemmeno a votare. \u00c8 proprio sui \u201clontani\u201d che occorre fare un doppio lavoro di recupero della loro fiducia, sia verso il riconoscimento delle proprie potenzialit\u00e0 di influenzare le istituzioni, sia verso le istituzioni capaci di esprimere valori e funzioni che devono essere in qualche modo riscoperte e rivalutate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Questo elaborato \u00e8 il frutto di momenti studio e di discussione all\u2019interno della Associazione \u201cAtobiu\u201d redatto al solo scopo di non disperdere quanto fatto fino ad ora e con l\u2019intento di integrarlo e migliorarlo in seguito. Poich\u00e9 abbiamo riportato anche parti di lavoro altrui, laddove necessario abbiamo cercato di indicare la fonte o l\u2019autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appunti sulla Partecipazione Democratica (scarica il pdf)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appunti sulla Partecipazione Democratica[1] Oggi a tanti cittadini viene l\u2019orticaria solo a sentire pronunciare la parola politica. I sentimenti dominanti<\/p>\n<p class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/2016\/05\/20\/appunti-sulla-partecipazione-democratica\/\" title=\"Read Appunti sulla Partecipazione Democratica\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1243,"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212\/revisions\/1243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atobiu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}